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Greco di Tufo

Greco di Tufo

Il nome di questo vino ha origine dal nome del Comune in cui viene prodotto, ossia Comune di Tufo. Questo vino viene prodotto con uve provenienti da vigneti posti in una zona limitata dell’ Irpinia, ed essa comprende il Comune di Tufo.  Il vino è prodotto con le uve del “vitigno Greco”, corrispondente all’ “Aminea Gemina” cui faceva riferimento lo storico Columella. Questo vitigno, originario della Tessaglia, fu importato in Campania dai Pelasgi, che ne diffusero la coltivazione prima nella provincia di Napoli e successivamente in alcune zone della provincia di Avellino, in particolare Tufo, il cui terreno ricco di zolfo ed altri minerali risultò adatto alla coltivazione di un tale vitigno.

La storia di questo vino iniziò nel X° sec. d.C., alle pendici del Monte Gloria, lungo le rive del fiume Sabato, dove sorse il primo nucleo della futura Tufo, con i suoi primi rudimentali insediamenti, realizzati proprio grazie allo sfruttamento della preziosa roccia vulcanica, presente diffusamente nel sottosuolo di questa area dell’Irpinia longobarda. Questo nuovo centro assunse subito una notevole importanza per la sua strategica posizione di osservazione. Nel Medioevo,Tufo fu munito di importanti fortificazioni e diventò teatro di memorabili battaglie.

Questo vino ha origini antiche e lo dimostrano il ritrovamento a Pompei di un affresco appartenente al I secolo a.C., dove veniva espressamente nominato il “vino greco”, la cui coltivazione avvenne inizialmente alle pendici del Vesuvio, per poi diffondersi nell’Avellinese. Inoltre ne parlava anche Plinio il Vecchio, il quale diceva ‘In verità il vino Greco era così pregiato, che nei banchetti veniva versato solo una volta’, facendo riferimento all’alto valore di questo vino, molto amato per il suo gusto delicato. Scrissero di lui Virgilio, Catone, Columella e Marrone, elogiandolo come eccelsa espressione vinicola italiana.

Di colore giallo paglierino intenso, così come intenso è al naso, gradevole e fine. In bocca conferma l’intensità e la lunghezza, con il suo sapore asciutto e armonico. La sua struttura importante permette a questo grande bianco campano di essere invecchiato. L’abbinamento con piatti di pesce e crostacei risulta facile e riuscito, ma sorprende assaporato con la mozzarella di bufala.